
Dopo una prima parte nella quale abbiamo affrontato svariati aspetti concernenti i contenuti del curriculum vitae, eccoci adesso a parlare della forma grafica di questo importante documento che, non dimentichiamolo, rappresenta non solo una sintesi del nostro percorso professionale, ma è anche l’espressione dell’immagine che vogliamo offrire di noi stessi al destinatario.
Si usa dire “la prima impressione è quella che contaâ€: questo vale anche nel caso del CV. Pertanto l’aspetto grafico non deve assolutamente essere sottovalutato, anzi! Il curriculum molto spesso viene stampato, ed è inevitabile che saremo giudicati anche per come questo foglio si presenta agli occhi di chi lo deve esaminare.
Qualche piccola regola di carattere generale:
- d’accordo personalizzare l’impaginato, ma senza esagerare;
- spaziare bene i paragrafi, per rendere agevole la lettura e l’individuazione dei diversi argomenti;
- usare soluzioni tipografiche quali neretti, sottolineature, corsivi per evidenziare specifiche parti di testo;
- non superare la lunghezza di una pagina, due al massimo; non è la nostra autobiografia, è un CV.
- esportare sempre, sempre, sempre in formato PDF.


Fino a qualche tempo fa, sull’inserimento della foto esistevano scuole di pensiero diverse; in linea di massima, si consigliava di metterla solo se esplicitamente richiesta. Oggi la tendenza dominante è quella di metterla a prescindere, e – come in ogni cosa - è l’uso che sancisce la regola.
Quindi, scegliamo un bello scatto, e posizioniamolo in alto sulla pagina.
Il taglio migliore da dare all’immagine è quello tipico del ritratto: più o meno, da poco sotto la clavicola fino alla punta dei capelli. Da evitare assolutamente l’effetto “annegamentoâ€, con la parte superiore dell’immagine completamente vuota.


Eviteremo il tristissimo “effetto epigrafe†inserendo l’immagine in modo che arrivi al bordo pagina, superiore o inferiore. Possiamo anche adattarla in un fondino colorato, o dare una forma geometrica diversa dal solito rettangolo.
Il CV infografico, un’alternativa solo occasionale?
Parlando di curriculum e di forma, è inevitabile affrontare l’argomento del CV infografico, indicato soprattutto per chi si candida nell’ambito della pubblicità e della comunicazione: web e graphic design, web marketing, social media marketing.
Negli Stati Uniti sta diventando molto comune; da noi è ancora poco diffuso, quindi è bene valutare attentamente se il selezionatore, in base alla figura che ricerca e del tipo di Azienda, sarà in grado di apprezzarlo. Ma il rischio che venga considerato una pura eccentricità è sempre presente, e dobbiamo tenerne conto.
Le infografiche sono concetti espressi ricorrendo a simboli, icone e disegni che sostituiscono le informazioni testuali. Presentano il vantaggio di catturare immediatamente l’attenzione dell’esaminatore, che avrà modo di valutare con un colpo d’occhio la nostra personalità e la nostra creatività . Questo ovviamente a patto di non ricorrere a template generici scaricati dal web! Se ci presentiamo come esperti di grafica, l’esaminatore rimarrà favorevolmente colpito da un layout che è stato chiaramente ideato da noi, utilizzando i comuni programmi di grafica vettoriale.


Il CV infografico non può e non deve sostituirsi al CV tradizionale. Quanto meno, deve essere comunque accompagnato da una lettera di presentazione redatta secondo le normali metodologie. Sicuramente è immediato e diretto, e se ben concepito può trasmettere informazioni su noi stessi che vanno oltre la consueta “lista†scritta di competenze, attitudini e capacità .
Malgrado questo, io continuo a preferire il buon vecchio curriculum contenente un razionale e ordinato elenco delle informazioni che vogliamo trasmettere, personalizzato con piccoli dettagli [qualche linea, l’inserimento di un colore, un particolare taglio della foto].
Come già ho avuto modo di ribadire, non esiste “il nostro curriculumâ€, bensì “i nostri†curriculum.
Ogni volta che ci candidiamo a una posizione, predisporremo una specifica versione del CV, conformando il nostro profilo alla specifica realtà cui ci stiamo approcciando e alle aspettative del reclutatore. Daremo particolare rilievo alle competenze richieste nell’annuncio, perché è di quelle che ci verrà chiesta conoscenza approfondita. In poche parole, eviteremo di disperdere le informazioni essenziali nel flusso delle informazioni generali.
Lo scopo è quello di ottenere un colloquio, facendo in modo che il nostro CV sia più efficace e convincente di quello altrui. Nel faccia a faccia con l’esaminatore, starà a noi dimostrare che quanto riportato nel curriculum è l’effettiva sintesi di quanto siamo in grado di fare. Ma questa è un’altra storia.

